Questo lavoro, ispirato al racconto di Borges Funes il memorioso, esplora la mente come un accumulo caotico e ossessivo, dove ogni oggetto è un frammento di esistenza impossibile da scartare.
Un incarto di caramella, una chiave, un soldatino rotto: reliquie insignificanti per chiunque, ma porte aperte su mondi personali. Con la stessa logica, la stoffa candida si contrappone all’involucro barocco, un contenitore iperstrutturato, pieno di cassetti da cui emergono tracce mnemoniche. Un sistema che tenta di controllare l’incontrollabile, oscillando tra ordine e smarrimento.
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