Qui esploro le origini del mio sguardo e le fondamenta su cui poggia il mio fare artistico. È uno spazio dedicato alla memoria, al passato e a quegli strati di esperienza profonda che definiscono la mia identità attuale. In questo diario raccolgo riflessioni personali e cronache di formazione, tracciando il percorso che mi ha condotta verso determinate visioni e necessità espressive.

Le parole si fanno scavo, indagine sull’umano e ricerca di senso tra i frammenti di ciò che sono stata. Sono testi che tentano di dare un nome alla provenienza dei miei gesti e alle risonanze interiori che alimentano ogni mia creazione. Abitare le proprie radici significa, per me, riconoscere nel vissuto la linfa vitale che ancora oggi scorre, silenziosa e necessaria, attraverso ogni immagine e ogni racconto

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