In questo lavoro il ricamo e gli oggetti assemblati si stratificano in una mappa sensoriale: spille da balia che vibrano come interferenze sonore, pigmenti sedimentati in velature cromatiche, monete, foglie, semi, legno; uno specchio incastonato in un cuscino di raso rosso – un frammento di luna, un varco percettivo.
Un dispositivo ludico e simbolico, un invito a scivolare nell’instabilità, a riscrivere continuamente il confine tra memoria e trasformazione.
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